Serie B 2018/2019

L'UOMO: EMILIANO PAPARELLA

Un argentino con il mare nel sangue a giugno 2018 ha scelto di vestire la canotta di Fabriano. Vi raccontiamo chi è.

06.03.2019

“Dietro ad un grande giocatore, c’è sempre un grande uomo. Se non sei un grande uomo, sei destinato ad essere soltanto un buon giocatore.”

Partiamo dalle parole del Presidente Mario Di Salvo per raccontare l’uomo, prima del giocatore.

E’ bastata una chiacchierata di un’ora in bus ad inizio stagione per capire che dentro la canotta numero 6 di Emiliano Paparella si nasconde quell’uomo che fa la differenza tra un buon ed un gran giocatore.

Per un uomo di mare, abituarsi alla valle fabrianese non è affatto facile. Qui scorre il Giano, la sabbia lascia spazio al verde della montagna e per toccare l’acqua salata si può arrivare in una delle mete balneari più vicine… Senigallia.

Nell’estate 2017 Emiliano Paparella è un nome che ha scarso appeal e poche richieste, nonostante arrivi da una stagione positiva con la canotta di Cefalù. “Nessuno mi voleva, dicevano che ero vecchio, il mio meglio l’avevo già dato. Una delle possibilità però era Senigallia, città di mare con una società in salute. Ho accettato.”

Emiliano è sposato con Maria Paz, una ragazza che innamorata, dopo qualche mese di frequentazione in Argentina, accetta la proposta di trasferirsi in Italia per seguire l’amore. Nel dicembre 2006 Maria Paz accetta anche la seconda proposta, quella di sposarlo. Sono giovani e vivono a Lamezia Terme, dove Emiliano gioca in Serie C. Sono ancora soli, ma pian piano, nel loro percorso italiano, troveranno altri tre “Paparellas”: Tommaso (“Totito” è il primogenito e nasce nel 2011), Filippo e nel 2016 Bernardo, il più piccolino.

Quando nasce Tommaso, Emiliano sta indossando la divisa di Latina. La società gli comunica il taglio dal roster ed Emiliano, in appena ventiquattro ore ed in un momento molto particolare della sua vita, si trasferisce sulla soglia del countdown (il 28 febbraio, giorno di chiusura del mercato) a Cecina.

Una guida importante per Emiliano è il fratello Santiago, un classe ’80 che aveva iniziato a calcare i parquet della Serie B italiana qualche anno prima rispetto al fratellino. Ora Santiago è a Monopoli, ma in qualche occasione ha già avuto modo di trascorrere qualche giornata a Fabriano insieme ad Emiliano e le loro famiglie al completo.

A veder giocare in mezzo al parquet del PalaGuerrieri quei tre tati sembrerebbe tutto rose e fiori, ma ogni tanto Tommaso si presenta dal papà: “Papà, quando torniamo a casa?”. E non basta che Paparella Sr. dica che sono già a casa, “Totito” intende la casa vera, quella dove sono tutti i parenti. Quella in cui Emiliano prende il mate insieme alla famiglia ed ai suoi dipendenti (in Argentina ha un’azienda di kiwi) e che definisce “invivibile”. “In Argentina si vive male, è un brutto periodo. Nonostante io sia innamorato della mia terra, l’Italia è casa mia. Non so dove vivrò quando smetterò di giocare a pallacanestro, però ora sono qui, in Italia.”

A Senigallia Emiliano ha vissuto una stagione meravigliosa sotto tutti i punti di vista: “quando hai tre figli ed una moglie non pensi soltanto a te stesso, la tua famiglia è una priorità. A Senigallia vedevo i bambini felici, si erano creati la loro cerchia di amici e la società era come una famiglia. Immagina che vivevo nel portone accanto ad uno dei dirigenti, eravamo molto legati. Mia moglie stava iniziando a lavorare ed il campo diceva che ero uno dei migliori giocatori dell’intero girone. Una stagione perfetta. Andavo ad allenarmi tutti i giorni in bicicletta, ascoltavo il mare.”

Una stagione importante gli vale la chiamata di Fabriano nell’estate 2018, Emiliano è costretto di nuovo a scegliere: “A Senigallia avevo appena ritirato il premio come sportivo dell’anno, poi è arrivata la proposta di Fabriano. E’ stata una scelta molto difficile, ma sentivo che avevo ancora molto da dare come giocatore. Ho pensato come sempre a mia moglie, ai miei bambini, alla difficoltà nel lasciare tutto di nuovo e ricominciare da capo. Città nuova, vita nuova, ancora una volta. Cercavo una sfida, una società con grande organizzazione ed un progetto con grandi obiettivi.”

Emiliano accetta e l’11 giugno 2018 diventa un nuovo giocatore della Janus. Non dovrà affrontare soltanto una nuova realtà, ma anche un nuovo ruolo. Dopo anni giocati da “guardia”, sarà la mente della squadra di coach Fantozzi. “All’inizio ho sofferto molto, non tanto a giocare da playmaker, quanto la negatività che percepivo intorno a me. La gente si aspettava di più, la società si aspettava di più ed anche io sapevo che potevo e dovevo dare di più. Forse era anche la situazione delle persone intorno a me, ho dovuto prima sentire e vedere che fosse tutto a posto per tutti. I bambini vanno a scuola e sono sereni, mia moglie si trova bene, ci sentiamo anche qui a casa.”

Il Paparella più grande, Tommaso, è una delle mascotte della Janus 2018/2019, il sabato mattina è il primo ad entrare al PalaGuerrieri e l’ultimo ad uscire, si ferma a tirare a canestro fino a quando papà non è pronto a tornare a casa. La domenica la banda si quadruplica, mamma Maria Paz deve fare i salti mortali per tenere d’occhio i Paparellas che corrono da una parte all’altra della Tribuna Sud.

Certo, il mare, per un uomo nato a Mar del Plata, rimane sempre il mare.. ma Fabriano, nel suo piccolo, qualcosa gli ha già dato.

Lorenzo Ciappelloni

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